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Risposta della FMI alla lettera del MC Fiamma ed al nostro successivo  intervento.

Rispondiamo alla lettera del MC Fiamma e al successivo commento.

Per semplicità, distinguiamo tra argomenti “esterni” ed “interni”.

Esterni.

Pubblico. Tutte le specialità di Campionato Italiano soffrono di scarsità di pubblico, a cominciare dal CIV. Difficile dire, in questa sede, se organizzatori e moto club facciano sufficiente promozione. Né, ovviamente, è corretto fare paragoni con il pubblico presente nelle gare internazionali (se ne disputano davvero molte, in Italia, per cui siamo sicuramente abituati “male”, da questo punto di vista. Comunque meglio tante gare che poche, a nostro parere).

Televisione. La FMI ha aumentato ulteriormente lo sforzo organizzativo, nel 2007, rispetto agli anni precedenti. La proposta dei Campionati Italiani passa su tre canali (Rai Sport Sat, Nuvolari, Sport Italia, più qualche “escursione” su MotoTV), ed ogni volta comunichiamo in anticipo orario e canale di emissione. Può accadere che gli orari di messa in onda non siano rispettati, per motivi organizzativi che dipendono esclusivamente dal canale. Ma certo ognuno ha la possibilità di vedere o registrare le immagini. E’ impossibile pensare a soluzioni “in chiaro”. E’ sbagliato fare paragoni con MotoGP/Italia1, SBK/La7, MX1eMX2/SportItalia e così via. Non si possono paragonare gare di Campionato del Mondo con gare di Campionato Italiano. Troppo differente lo sforzo organizzativo, il bacino di ascolto, gli interessi economici in gioco e così via. Le gare di Italiano durano spesso più di mezza giornata: “occupare” per molto tempo un canale in chiaro vorrebbe dire acquistare moltissimi minuti, a costi molto elevati. L’audience sarebbe comunque ridotta, rispetto ad altri sport più popolari, per cui quegli spazi forse non sarebbero nemmeno disponibili per gare di Campionato Italiano. (Calcio, ciclismo, basket, solo per fare degli esempi, incontrano comunque enormi difficoltà di messa in onda in chiaro in modo continuativo). 

Interni.

Licenze ed iscritti. Se paragoniamo 2006 con 2007, nonostante il cambio organizzativo che ha riguardato le Licenze, a noi risulta un aumento di piloti, da 1126 (totale anno 2006) a 1181  (al 10/07/2007). Quindi, comunque, un leggero aumento. Accanto al Campionato Italiano “tradizionale” sono sorti molti Trofei Monomarca: Aprilia, Honda, Husqvarna, KTM, Suzuki. E’ evidente che si tratta di manifestazioni “trainate” dall’Italiano. E’ altrettanto evidente che poi ognuno abbia facoltà di scegliere (e ci mancherebbe altro!) dove andare a correre, dove spera di ottenere risultati, dove trova appoggi economici, dove aspira ad un premio, e così via.

Strutture e responsabilità federali. La scelta di correre su impianti fissi, regolarmente omologati, risponde ad evidenti criteri di sicurezza, per piloti e pubblico. E’ assolutamente sorprendente che si possa affrontare questo argomento. Correre su impianti temporanei comporterebbe d’altra parte, ogni volta, verifiche complesse, lunghe e costose. Così come la specialità Supermoto “rientra” (da sempre) nelle competenze della Commissione Motocross, per motivi di semplicità organizzativa. La presenza degli stranieri punta a migliorare lo spettacolo. E’ evidente che se arrivano stranieri molto capaci, la possibilità di vittoria per gli italiani diminuisce. Restano i punti per il Campionato, ma non è esattamente la stessa cosa. Ma è ampiamente noto come la FMI sia più che disponibile ad organizzare corsi e stage anche per il Supermoto. La ricerca di nuovi piloti è lunga e costosa, ma non ci siamo mai tirati indietro, di fronte a questo genere di richieste.

Costi federali. La polemica sui costi delle Licenze e del monogomma è già stata affrontata altre volte. La FMI ha semplificato il mondo delle Licenze (la relativa Circolare era divenuta ormai un documento, molto complicato, di ben 6 pagine!). I costi sono differenti rispetto al passato: alcune volte superiori, altre inferiori (soprattutto nel caso dei piloti più giovani, per evidenti scopi promozionali). Così come la scelta del monogomma aveva lo scopo di contenere i costi.

Costi esterni. Non è chiaro, ancora una volta, perché si guardi sempre ai costi delle licenze e non ai costi generali di partecipazione. La Licenza non è un Tassa, ma il costo dell’assicurazione per il pilota. E su questo punto deve essere molto chiaro che la FMI sta mettendo in atto ogni possibile sforzo per migliorare una situazione che non soddisfa noi per primi. Ma perché non si prende in considerazione il fatto che ci si potrebbe divertire ugualmente avendo camper meno lussuosi, furgoni meno grandi e performanti, strutture ridotte, preparazioni delle moto meno costose? Chi non è inserito in un Team ufficiale di vertice, ha davvero necessità (e vantaggi!) di affrontare spese sicuramente “ingenti”?

Politica FMI. Vogliamo ribadire, ancora una volta, che la FMI persegue una propria politica, nella convinzione di potere ottenere i migliori risultati per Tesserati e Licenziati. E’ altrettanto evidente che siamo pronti in ogni momento a prendere in considerazione critiche, obiezioni, suggerimenti tesi a migliorare la situazione, e sicuramente faremo alcune riflessioni su quanto è stato scritto. Ma deve essere altrettanto evidente che le decisioni federali derivano da esperienza sul campo, disponibilità di mezzi economici e risorse umane (nessuna delle due illimitate…), oltre che a considerazioni generali su tutta l’attività sportiva. Il fatto che la FMI sia di gran lunga l’organizzazione più diffusa e radicata sul territorio nazionale e che le nostre decisioni vengano molto spesso prese ad esempio (anche da Federazioni estere, oltre che da altre organizzazioni), è la dimostrazione che probabilmente le nostre considerazioni si rivelano spesso le più corrette, rispetto alle singole situazioni.

Ringraziando per l’attenzione, inviamo cordiali saluti

FMI – Ufficio Comunicazione – Massimo Fiorentino

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