"Non tutto da buttare"
08/08/2009
Criticare spesso il campionato Italiano Motard, sottolineare le sue contraddizioni, essere felici dei suoi insuccessi, è da molto tempo un’attività largamente praticata non solo da alcuni addetti ma anche da chi inconsapevolmente cavalca l’onda del disfattismo.
Questo comportamento, indubbiamente facilitato dal fatto che ancora alcuni piccoli errori di gioventù e mancate valutazioni esistono davvero, fa sì che, complici alcune riviste con qualche articolo striminzito, forum e chiacchiericcio, si tenda a trascurare tutto il lavoro svolto.
Agli inizi, molti, entusiasmati dalla novità e spettacolarità di questa disciplina, ci si sono buttati a capofitto rimanendo spesso vittime di una rincorsa sfrenata ed incontrollabile della performance e dell'apparenza, perdendo il controllo delle proprie risorse, rendendo così prevedibile la possibilità per alcuni di poterne trarre benefici e vantaggi.
Trovandosi di fronte a questo enorme proliferare di garette e campionatini, i promotori, forti della loro esperienza, hanno subito fiutato odor di affari cominciando ad organizzare dei veri campionati motard coinvolgendo tutti ad una speranza di protagonismo.
Con alcuni accecati dal profitto ed altri dalla “nobile passione”, il campionato ha preso il via e questo grosso elefante, nel muovere i suoi passi, ha alzato una grande nube carica di incertezze, di improvvisazione, di “non rispetto” delle comuni regole di sicurezza e sportività, di “non comunicazione” tra le parti e di molti interessi privati, compresa la latitanza degli organi preposti. Col tempo, comunque, questa nuvola si è diradata, mettendo così alla luce sia il malcontento generale che la positività.
Ritengo che tutto questo sia fisiologico in una disciplina così giovane e che le cose stiano comunque cambiando.
Il promotore Danilo Boccadolce titolare della DBO, per evitare una gara al catastrofismo, sta cercando in tutti i modi di trovare soluzioni e rimedi possibili e già da quest'anno si sono visti grandi cambiamenti; per essere sempre più rappresentativi inoltre i team si sono costituiti in associazione (TAS) e di questo non se ne può non tenerne conto.
La FMI
, in occasione dell'ultima prova di campionato, vuole un'incontro con tutti i rappresentanti dei team, per poter trovare soluzioni efficaci per un riassetto di questa disciplina.
I nostri piloti fanno man bassa di risultati a livello mondiale, e non si deve sottovalutare il successo per iscritti nei vari trofei monomarca, vivaio di nuovi futuri campioni.
Ci sono anche campionati regionali di ottimo livello per organizzazione e presenze, nonché il nostro campionato italiano, che grazie alla DBO, team e piloti di grande valore, lo hanno reso il più difficile, prestigioso e spettacolare del mondo. Tutti questi sono fattori e segnali positivi non trascurabili per un rilancio definitivo del motard.
A questo punto tutti indistintamente dobbiamo collaborare, senza però cavalcare la sindrome della rivoluzione, con idee, proposte, e volontà, affichè, per “l'interesse generale”, si possa evitare che tutto vada alla deriva.
Il presidente
Graziano Candelori